❦
Poesie postume
Tommaso Campanella
❧

Poesie postume

Sonetto fatto dall’autore sopra un bagno mandatoli dalla sua donna, nel quale ella s’era prima…

La faccia di madonna, che di Dio
sola può dirsi imagin vera in terra,
e la man, previdenza che non erra,
bagnate in atto a me cortese e pio,

tolsi l’acqua, applicaila al corpo mio,
già fracassato dopo lunga guerra
per gran tormento ch’ogni forte atterra,
del medesmo liquor bevendo anch’io.

Miraculo d’amor stupendo e raro!
Cessò la doglia, io diventai più forte,
le piaghe e le rotture si saldâro.

Sentendo in me le sue bellezze assorte,
le viscere, gioendo, trapassâro
in lei, mia dolce vita, dalla morte.

Sonetto fatto sopra un presente di pere mandato all’autore dalla sua donna, le quali erano tócchi…

Le stampe delle perle, donde il fiato
che mi dà vita, sue figure imprime,
nelle pere mandommi fresche e prime;
don fra gli amanti assai cupidi amato.

Grato odor, dolce umor v’era innestato,
ché delle rose sue sparser le cime
d’Amor un mare e sue ricchezze opime;
don, cui gustando, io diventai beato.

Quand’io m’avveggio, benché tardo omai,
che solo Amor può darci il Sommo Bene,
lo qual filosofando io non trovai,

se virtù di mutar fanciulla tiene
pere in ambrosia e i tristi in giorni gai,
cangiar vita e costume or mi conviene.
❦ Poesie postume · Tommaso Campanella
Libri