Sonetto fatto dall’autore sopra un bagno mandatoli dalla sua donna, nel quale ella s’era prima…
La faccia di madonna, che di Dio
sola può dirsi imagin vera in terra,
e la man, previdenza che non erra,
bagnate in atto a me cortese e pio,
tolsi l’acqua, applicaila al corpo mio,
già fracassato dopo lunga guerra
per gran tormento ch’ogni forte atterra,
del medesmo liquor bevendo anch’io.
Miraculo d’amor stupendo e raro!
Cessò la doglia, io diventai più forte,
le piaghe e le rotture si saldâro.
Sentendo in me le sue bellezze assorte,
le viscere, gioendo, trapassâro
in lei, mia dolce vita, dalla morte.
sola può dirsi imagin vera in terra,
e la man, previdenza che non erra,
bagnate in atto a me cortese e pio,
tolsi l’acqua, applicaila al corpo mio,
già fracassato dopo lunga guerra
per gran tormento ch’ogni forte atterra,
del medesmo liquor bevendo anch’io.
Miraculo d’amor stupendo e raro!
Cessò la doglia, io diventai più forte,
le piaghe e le rotture si saldâro.
Sentendo in me le sue bellezze assorte,
le viscere, gioendo, trapassâro
in lei, mia dolce vita, dalla morte.