❦
Ballate non pagate
Alda Merini
1995
❧

Ballate non pagate

1995

. Alla seconda sigaretta

Alla seconda sigaretta mi irrito
e vorrei cambiare persona.
Abito in me come abito il mondo:
son diventata troppo stretta di fianchi
e comincio ad allargarmi nel destino.
Sto diventando come olio pesante,
macchina senza stantuffo
che non vogliono portare via:
fossi solo il mietitore di Norca
avrei trovato la mia baldracca
da mettere in un letto sporco.

Cavernicola come sono

Cavernicola come sono,
attaccata alla mia palafitta
cerco il fango, il mio umido amico,
con intorno un lago dorato.

Mi è sempre piaciuto cavalcare l’aria,
avere una casa isolata da tutti,
dire che non conosco nessuno.
Invece mi conoscono in cielo
ardono di amore e di odio
e mi fanno uscire di senno.

Era il sei di gennaio

Era il sei di gennaio maledetto
quando fugando le mie vecchie pietre
me ne andai solitaria per la via
in cerca di un raccolto levigato.

Sono una donna dalle cieche braccia
che si regge rapita nella salma
di te beato che mi canti in piena,
e pensando di te che sei partito
oltre e non oltre dentro il sentimento
mi sembri un grande alone di coraggio,
idolo fresco della giovinezza.

Era, Titano

Era, Titano,
simile al giorno e alla notte
e alle domande inutili
del nostro destino.
Aveva paura di tutto,
del fuoco, del ferro e delle misure
di avena.
Era, Titano,
un lido asciutto e un mosto
facile da pigiare,
facile da lasciare,
ma soprattutto era una calda vena
di menzogna.
Ti potevi trovare poeta
soltanto tra le sue donne
e io ero ruvida come il suo dire,
dolcissima al mio pensiero,
ruvida di panni e chimere.
Ma il negriero ossuto della vecchia capanna
e la schiavitù di luoghi lontani
mi avevano circondata di acqua
sorda come paura.

Mi dissero sei una santa

Mi dissero sei una santa
perché a volte tu tremi
per via dei tuoi ricordi.

Io non ho mai avuto ricordi,
solo visioni acute, profezie:
so il giorno prima che viva
e il congedo di qualche giusto
che qui dimora,
ma come faccio a dire alla questura
che domani scoppierà la bomba
della mia voce?

Da SUPERBA È LA NOTTE

Non sparire nell’azzurro

Non sparire nell’azzurro,
ho visto un giorno la tua salma appesa
ferma nel vuoto, pareva che cantasse,
e poi ancora due denti vespertini
rossi di volpe, che avevano preso
di te tutto il conforto della Chiesa.

Non vangare negli orizzonti,
a volte ci sono chiuse, poi maremme...
e tu ti nascondevi dentro gli auspici
della demenza, sai, che era un vibrare
dentro le corde del tuo Creatore.

Hai lasciato una lira nel tuo scambio
di asceta, questa lira polverosa
che non ha conio in terra straniera,
che si muta soltanto in Paradiso.

Tu che passi fischiando

Tu che passi fischiando
lungo i tuoi rivi di vita assente,
giovane adolescente gagliardo
che guardi l’erba e la falce
con divina sapienza, ascolta:
chinato sulla terra
è forse il fiore della tua rivolta,
la rosa che disfatta
geme l’apoteosi
della maturità di donna, e tu vedi
dissepolta tra i numi di zolle
e non osi toccarla che sarà,
dici a te stesso, infame.
Se forse a un certo gravido momento
questa rosa disfatta sulla terra
sorriderà al tuo piede che cammina,
adolescente, impara:
non sono soltanto verginali
a volte le fanciulle,
che anche i vecchi
han palpiti d’amore,
di amore chiuso dalle rimembranze.
❦ Ballate non pagate · Alda Merini · 1995
Libri