❦
Come si agisce
Nanni Balestrini
❧

Come si agisce

Apologo dell’evaso

La massima della mia azione difforme,
infausto al popolo il fiume
che al cinema videro spopolare

il delta, i fertilissimi campi
e i più nocivi insetti (chiara
minaccia ai vizi dei governanti!).

Fra i pampini ovunque liberi
galleggiavano, gonfi—e sì fa vano
l’ufficio dello storico. Ma saremo

a lungo preservati dal morso
del tafano azzurro, da iniezioni
di calciobromo, dall’unghie della zarina?

Lucenti strani corpi
violano il cielo; sbanda
il filo di formiche diagonale

nel cortile riemerso; ancora
il sole sorge dietro
la Punta Campanella incustodita

dai finanzieri corrotti e un argine
ultimo crolla. Lode
a un’estate di foco. S’io fossi

la piccola borghesia colata
nelle piazze fiorite e nei dì
di festa che salvi c’ignora

dalla droga e dalla noia per un po’
d’uva lavata in mare
presso la marcia catapulta; rifugiati
al primo tuono nelle gelaterie—chi fuggirei?
Passato il temporalaccio d’agosto
i graspi giungono a riva

fra i remi ai contrabbandieri salpati
nel novilunio e anzitutto conviene
(usciti dal vico cieco chiamammo

e orme erano ovunque
dell’abominevole uomo delle nevi)
fare l’amore intanto

che sui ponti la Via Lattea dilata.
Il Po nasce dal Monviso;
nuvole ... ma di ciò, altra volta.

In questo modo

Questi sono i nodi, queste le cicatrici,
gli abiti che hai indossato, la stagione inattesa
sull’asfalto dove ancora vivremo, quella nuvola
che abbastanza somiglia alla teiera già

fredda, con la faccia di uno che sta male,
azzurro come il ristorante, la distanza,
sebbene siano le nove, i preparativi
pressoché ultimati, papaveri distillati,

credendo ai miei occhi, sporgendo dal tetto
sulle cime di pini recisi, ma
inganni il titolo, garanzia ai passanti,
che quasi tutti se ne sono andati, si annidano

necessari e la barca che tu non trovi
mai, ma necessaria perché attraversiamo
quantunque noi non guardiamo e dove
vediamo se pure non c’è rimedio e passano
ancora incerti i luoghi dove
confini nettamente segnati ci rivelano ...
Poi il cielo dovrà pur mutare. Come io potrei
cambiare di colpo argomento e pochi se ne

accorgerebbero, il tonfo che fruga ancora
sordo le ore del pomeriggio, e profondo
e i sassi che hai sotto la schiena o la fuga
di sostantivi corrosi dalle stravolte strutture—

comunque niente di nuovo, la pomice
sui gomiti, se non c’è posto che per uno di noi
e appena uscito di casa s’imbatte,
tu t’imbatti, se hai capito quanto ti aspetto.

L’istinto di conservazione

Qui conta come (può un pesce vivere
a lungo sulla sabbia secca? dormire
senza cuscino?) la vita dell’uomo è
tutta un tentativo (non ne ho la minima
idea, non sono mai stato così triste):

tuttavia una volta si era travestito
da lattaio, d’altra parte (cercai una posizione
più comoda sulla sedia) non può vivere a lungo
(passammo il resto della notte seduti,
straziati dalla fame, aspettando l’alba).

salì dunque fino all’ultimo piano,
come gli alberi più alti nella neve
(descriveteci i luoghi che vi circondano se possibile),
e la lancetta? sembrava girare troppo adagio:
nessuno lo vide, dormono tutti.

(La stessa sensazione, dunque state seduti,
dubitatene; sbottoniamo altre settimane,
e ancora la ferita, il raffreddore, mani
aperte che sporcano le acque, sempre che
non ci abbiano seguiti. Rossa come un cavallo.)
La febbre alta come la neve, un solo bottone
pensò. Un enorme risparmio di tempo.
Un cavillo —prego? galoppa (e
parliamone pure, il personaggio merita
di essere ricordato). Salì fino all’ultimo.

Perforata la sottile lamiera (potrei
avere qualcosa da bere?) nei ritagli
di tempo (non risponde) strappa i rami
ai boschi (una lisca nel palato) su una slitta
carica di neve (è scomparso) sbucato

da chissà dove (e ossicini sul pavimento
dappertutto) e la grandine sul prato spuntata
nel paesaggio pitturato in forma di gocciola,
altissimo torreggiante campanaro, giacendo
in fondo alla torre, bevendo a grandi sorsi.
❦ Come si agisce · Nanni Balestrini
Libri