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Gibilterra
Valentino Zeichen
1991
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Gibilterra

1991

Due fronti e due marini

I
Con l’attacco a Pearl Harbour
gli insensibili giapponesi
fecero piangere le ragazze d’ America
mentre provavano l’abito
del loro debutto in società.
In segno di lutto
cessarono i ballabili
e le radio gracchiarono.
I ponti delle portaerei furono
le nuove piste da ballo
mosse dai ritmi delle onde.

All’inizio delle ostilità
nessun faccia a faccia
col nemico asiatico, ma
solo contatti a distanza;
tramite il radar,
a portata di tiro,
e scambi reciproci
di bombe e siluri
ricoperti da scritte oscene...

Gli americani intravidero appena
nelle giungle del Pacifico
gli invisibili giapponesi
mimetizzati intimamente e fuori
dalla vegetazione tropicale,
soldati senza un “io”
come molti occidentali
vorrebbero diventare oggi
dopo lunghi e costosi esercizi
di meditazione orientale.

II,
Nell’inatteso D. Day
ondate oceaniche miste
a quelle dei marines
investirono le coste
desolate della Normandia,
spazzando via i nazisti
rintanati nei loro bunker;
isterici, con i nervi a pezzi
per un fato avverso
che li aveva illusi
a battersi su due fronti
malgrado i moniti della Storia.
Intanto gli statunitensi
vincevano due guerre
beffandosi della profezia
che valeva sulla terraferma
ma non per mari.

Duello filosofico

Nella Seconda Guerra Mondiale
non si affrontarono solo le sole armi,
prima arrivarono ai ferri corti
le idee avverse dei belligeranti.
I neoidealismi dell’ Asse
dichiararono guerra totale
alle filosofie neopositiviste
che la vinsero sul campo.
L’oscuramento di ogni luce
si estese anche alle anime
e sui singoli mondi interiori
calarono fitte tenebre;
a queste si alternavano
le illuminazioni dei bengala.
A indicare un sentiero alla verità
restò appena una canzone:
“Vieni c’è una strada nel bosco...
il Suo nome conosco, vuoi conoscerlo... tu?”

Tempo e moto

Un quadro piuttosto riuscito
nella sua ambigua doppiezza
ci mostra cose in movimento
e contemporaneamente inerti:
due viaggiatori che s’ignorano,
seduti l’uno di fronte all’altro,
guardano fuori dal finestrino
dalle rispettive posizioni;
quello che volge le spalle
al senso di marcia del treno
vede allontanarsi il passato,
l’altro, che gli si contrappone
‘vede farsi incontro il futuro.
Come gemelli, entrambi,
sono immersi nella cellula
d’un medesimo istante
che non perdo di vista
neanche per un attimo,
affinché non mi sfugga
una grande scoperta,
ma ignoro quale essa sia.
Da METAFISICA TASCABILE

Yamamoto

Durante un esercizio
di filosofia applicata,
il futuro ammiraglio
si accodò al destino
d’una foglia cadente,
che il timone del vento
aveva fatto ammarare
sull’acqua d’un ruscello.
Un moscone blu metallizzato
le stava già sopra
lasciandosi trasportare:
beato, nella corrente.
: L’insetto si levava in volo
incrociando dei facsimili
e dopo un finto duello
scendeva di quota per
imbarcarsi di nuovo.
All’ammiraglio fu sufficiente
copiare la natura
per dotare il Giappone
di aviazione navale.
❦ Gibilterra · Valentino Zeichen · 1991
Libri