Due fronti e due marini

I
Con l’attacco a Pearl Harbour
gli insensibili giapponesi
fecero piangere le ragazze d’ America
mentre provavano l’abito
del loro debutto in società.
In segno di lutto
cessarono i ballabili
e le radio gracchiarono.
I ponti delle portaerei furono
le nuove piste da ballo
mosse dai ritmi delle onde.

All’inizio delle ostilità
nessun faccia a faccia
col nemico asiatico, ma
solo contatti a distanza;
tramite il radar,
a portata di tiro,
e scambi reciproci
di bombe e siluri
ricoperti da scritte oscene...

Gli americani intravidero appena
nelle giungle del Pacifico
gli invisibili giapponesi
mimetizzati intimamente e fuori
dalla vegetazione tropicale,
soldati senza un “io”
come molti occidentali
vorrebbero diventare oggi
dopo lunghi e costosi esercizi
di meditazione orientale.

II,
Nell’inatteso D. Day
ondate oceaniche miste
a quelle dei marines
investirono le coste
desolate della Normandia,
spazzando via i nazisti
rintanati nei loro bunker;
isterici, con i nervi a pezzi
per un fato avverso
che li aveva illusi
a battersi su due fronti
malgrado i moniti della Storia.
Intanto gli statunitensi
vincevano due guerre
beffandosi della profezia
che valeva sulla terraferma
ma non per mari.
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