Elenco delle poesie
Esplori le poesie della nostra raccolta
Dal core mi vene
Dal core mi vene
che gli occhi mi tené — rosata;
spesso m’adivene
che la ciera è bene — bagnata,
quando mi sovene
di mia bona spene — c’è data
Dolce cominciamento
Dolce cominciamento
canto per la nidi fina
che sia, al mio parimento,
d’Agri infino in Messina,
5: cioè la più avenente.
O stella rilucente,
che le…
Frammento
Amore, paura mi ’ncalza
in manti lochi aventurosi
Pier della Vigna
Io m’agio posto in core a Dio servire
Io m’agio posto in core a Dio servire
conio potesse gire in paradiso,
al santo loco, c’agio audito dire
si mantiene sollazo, gioco e riso;
sanza mia do…
Lo viso mi fa andare alegramente
Lo viso mi fa andare alegramente,
lo bello viso mi fa rivegliare,
lo viso mi conforta ispessamente,
l’adorno viso che mi fa penare.
Lo chiaro viso de l…
Maravigliosamente
Maravigliosamente
un amor mi distringe
e sovenmi ad ogn’ura;
com’om che tene mente
in altra parte, e pinge
la simile pintuta,
così, bella, facc’eo:…
Or come pote si gran donna entrare
Or come pote si gran donna entrare
per gli occhi mei, che sì piccioli sone?
e nel mio core come pote stare,
che ’nentr’esso la porto laonque ì’ vone?
L…
A Silvia
quel ch’io sentiva in seno.
Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovvi…
Ad Angelo Mai
Sì forte a’ nostri orecchi e sì frequente,
Voce antica de’ nostri,
Muta sì lunga etade? e perchè tanti
Risorgimenti? In un balen feconde
Venner le carte; all…
All’Italia
O patria mia, vedo le mura e gli archi
e le colonne e i simulacri e l’erme
torri degli avi nostri,
ma la gloria non vedo,
non vedo il lauro e il ferro ond’er…
Alla primavera
Perché i celesti danni
ristori il Sole, e perché l’aure inferme
Zefiro avvivi, onde fugata e sparta
delle nubi la grave ombra s’avvalla;
credano il petto ine…
Alla sua donna
Cara beltà che amore
lunge m’inspiri o nascondendo il viso,
fuor se nel sonno il core,
ombra diva, mi scuoti,
o ne’ campi ove splenda
più vago il giorno…
Bruto minore
Poi che divelta, nella tracia polve
giacque, ruina immensa,
l’italica virtute, onde alle valli
d’Esperia verde e al tiberino lido
il calpestio de’ barbari ca…
Canto notturno di un pastore errante dell’Asia
Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
di riandar…
Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte
Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte
ingenerò la sorte.
Cose quaggiù sì belle
altre il mondo non ha, non han le stelle.
Nasce dall’uno il bene
nas…
Il passero solitario
D’in su la vetta della torre antica,
passero solitario, alla campagna
cantando vai finché non more il giorno;
ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera d…
Il tramonto della luna
Quale in notte solinga,
sovra campagne inargentate ed acque,
lá ’ve zefiro aleggia,
e mille vaghi aspetti
e ingannevoli obbietti
fingon l’ombre lontane<…
L’infinito
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là…
La ginestra
la qual fu donna de’ mortali un tempo,
e del perduto impero
par che col grave e taciturno aspetto
faccian fede e ricordo al passeggero.
Or ti riveggo in ques…
La quiete dopo la tempesta
Passata è la tempesta:
odo augelli far festa, e la gallina,
tornata in su la via,
che ripete il suo verso. Ecco il sereno
rompe lá da ponente, alla montagna:…
La sera del dì di festa
Doncg e chiara è la notte e senza vento,
e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
posa la luna, e di lontan rivela
serena ogni montagna. O donna mia,
già t…
La vita solitaria
La mattutina pioggia, allor che l’ale
battendo esulta nella chiusa stanza
la gallinella, ed al balcon s’affaccia
l’abitator de’ campi, e il Sol che nasce
i s…
Le ricordanze
Vaghe stelle dell’Orsa, io non credea
tornare ancor per uso a contemplarvi
sul paterno giardino scintillanti,
e ragionar con voi dalle finestre
di questo alb…
Ultimo canto di Saffo
Placida notte, e verecondo raggio
della cadente luna; e tu che spunti
fra la tacita selva in su la rupe,
nunzio del giorno; oh dilettose e care
mentre ignote…