Poesie di questo tema
Ecologia e ambiente
Andrea Zanzotto
Dirti “natura”
poterti chiamare Natura —
ultima, ultime letture
in chiave di natura,
Su ciò che fu detto natura
e di cui sparì il nome
natura che poté avere nome e nomi
che fu folla di nomi in un sol nome
che non era nome
possibilità di
ditti natura —
mai fu natura —
mai fu — ma vieni
gocciola o lacrima scaturisci
dal labbro-natura
tu pura impura
pertinenza dis-pertinenza
di nomenclatura
ardente e vana
spenta e sacramentana
tu sbagliata lettura
ora travolta in visura di loschi affari
fatta da bulbi oculari
incendiati
dal re di denari
ultima, ultime letture
in chiave di natura,
Su ciò che fu detto natura
e di cui sparì il nome
natura che poté avere nome e nomi
che fu folla di nomi in un sol nome
che non era nome
possibilità di
ditti natura —
mai fu natura —
mai fu — ma vieni
gocciola o lacrima scaturisci
dal labbro-natura
tu pura impura
pertinenza dis-pertinenza
di nomenclatura
ardente e vana
spenta e sacramentana
tu sbagliata lettura
ora travolta in visura di loschi affari
fatta da bulbi oculari
incendiati
dal re di denari
Jolanda Insana
Malie vermicose
Giakarta brucia
a Hebron è una carneficina
e più di trecento sono i morti sommersi
dove con le fogne e gli escrementi
si scioglie scivola scola il grasso dei potenti
aria acqua terra e fuoco
intossicati affogati terremotati bruciati
il fango di Sarno dispiega la forma
della mente del paese
e mentre si indaga sul magistrato
che denuncia ricatti e confusione
scappa il condannato per mafia bancarotta eversione
nella fossa biologica precipitano i nomi delle cose
e tutti a sciacquarsi le palle con 35 ore sì e 35 ore no
a Hebron è una carneficina
e più di trecento sono i morti sommersi
dove con le fogne e gli escrementi
si scioglie scivola scola il grasso dei potenti
aria acqua terra e fuoco
intossicati affogati terremotati bruciati
il fango di Sarno dispiega la forma
della mente del paese
e mentre si indaga sul magistrato
che denuncia ricatti e confusione
scappa il condannato per mafia bancarotta eversione
nella fossa biologica precipitano i nomi delle cose
e tutti a sciacquarsi le palle con 35 ore sì e 35 ore no
Nelo Risi
Dalle regioni dell’aria
Visionando dall’alto la visione
visionando il visionabile in toto
come un involucro
che per meglio differenziare il prodotto
non fa che esprimere maggiormente il vuoto
il mutato non sembra poi mutato
Questo l’antico fogliame? le acque blu?
l’azzurro stemperato? le città
merlate di storia?
Questo l’idioma di quiete?
Questo il colore della Totalità?
Si buca
il mansueto chiarore si va
dentro la nuvolaglia
giù dove il sole scalda poco
dove il bianco candeggia
dove il verde è bruciato dove l’acqua è scolo
dove gli uccelli vanno altrove
dove il paese è mortificato
dove i rumori esaltano i nervi come a tante rane
dove i clacson scampanano a morto
dove i polmoni hanno acini di piombo
dove non c’è un’immagine col suo valore giusto
non una sillaba di cui fruire
dove non si può più convincere
dove occorre sovvertire
dove la gente muore per correre in massa al mare
dove un’auto in pochi metri si mangia la nostra
quotidiana razione d’ossigeno
fate un po’ voi il conto del carbonio che disseminano...
E perché l’occhio abbia la sua parte
una ninfetta nuda dentro una sfera di cristallo
in orbita nel suo perielio pubblicitario
prova lacche rossetti deodoranti e assorbenti
tra il disordine oh! studiato
di mini intimi indumenti
visionando il visionabile in toto
come un involucro
che per meglio differenziare il prodotto
non fa che esprimere maggiormente il vuoto
il mutato non sembra poi mutato
Questo l’antico fogliame? le acque blu?
l’azzurro stemperato? le città
merlate di storia?
Questo l’idioma di quiete?
Questo il colore della Totalità?
Si buca
il mansueto chiarore si va
dentro la nuvolaglia
giù dove il sole scalda poco
dove il bianco candeggia
dove il verde è bruciato dove l’acqua è scolo
dove gli uccelli vanno altrove
dove il paese è mortificato
dove i rumori esaltano i nervi come a tante rane
dove i clacson scampanano a morto
dove i polmoni hanno acini di piombo
dove non c’è un’immagine col suo valore giusto
non una sillaba di cui fruire
dove non si può più convincere
dove occorre sovvertire
dove la gente muore per correre in massa al mare
dove un’auto in pochi metri si mangia la nostra
quotidiana razione d’ossigeno
fate un po’ voi il conto del carbonio che disseminano...
E perché l’occhio abbia la sua parte
una ninfetta nuda dentro una sfera di cristallo
in orbita nel suo perielio pubblicitario
prova lacche rossetti deodoranti e assorbenti
tra il disordine oh! studiato
di mini intimi indumenti
Roberto Roversi
Brucia Sicilia Sardegna (116)
Brucia Sicilia Sardegna
brucia Calabria
da bosco a bosco da uomo a uomo
brucia l’ulivo
guarda il fuoco del bosco l’acqua il bosco
qualcosa nel fuoco apre la pioggia
fantasmi sui tetti
aspettano i secoli
toccandoli col dito.
La terra di tombe appena scoperte fuma nel suo inferno
perduto.
L’urlo dei maiali nel silenzio del mare
quando è l’ora di strappare le stelle prima del sonno
ma più
brucia Calabria
da bosco a bosco da uomo a uomo
brucia l’ulivo
guarda il fuoco del bosco l’acqua il bosco
qualcosa nel fuoco apre la pioggia
fantasmi sui tetti
aspettano i secoli
toccandoli col dito.
La terra di tombe appena scoperte fuma nel suo inferno
perduto.
L’urlo dei maiali nel silenzio del mare
quando è l’ora di strappare le stelle prima del sonno
ma più