Poesie di questo tema
Tradimento e delusione
Claudio Achillini
Donna perfida
Sleal, così dicesti:
«Quand’è più cieco a meza notte il lume,
vien: ché ignuda t’aspetto entro le piume».
I’ me ne venni, ah cruda!,
ma solo ti trovai di fede ignuda.
«Quand’è più cieco a meza notte il lume,
vien: ché ignuda t’aspetto entro le piume».
I’ me ne venni, ah cruda!,
ma solo ti trovai di fede ignuda.
Francesco Beccuti
Chi pon le labbia
Chi pon le labbia su le vostre rose,
nèttar bever si crede e il velen sugge;
la lingua vibra empie saette ascose
ed assalta in un tratto e fére e fugge.
Lasso! queste spagnuole arti insidiose
già non conobbe un che per voi si strugge;
né men del bianco dente allor s’accorse,
che mostrò di baciarlo e ’l cuor gli morse.
nèttar bever si crede e il velen sugge;
la lingua vibra empie saette ascose
ed assalta in un tratto e fére e fugge.
Lasso! queste spagnuole arti insidiose
già non conobbe un che per voi si strugge;
né men del bianco dente allor s’accorse,
che mostrò di baciarlo e ’l cuor gli morse.
Guittone d'Arezzo
Cost ti doni Dio mala ventura
Così ti doni Dio mala ventura,
com’ tu menzogna di’ ad isciente,
credendo ch’i’ m’arrenda per paura
di tua malvagia lingua mesdicente.
Ma eo sofferea prima ogni bruttura
e morte, ched ì° te déssimi nente,
clh’eo fora degna di soffrir arsura
come quella ch’a bestia si consente.
E se ciò è, che me non tegna mente
bona né bella, te qual credi tegna?
pur lo piggior de tutti e ’l più spiacente.
E gran fastidio n’è s’om ti disdegna
per dispiagenza, e tu ti tien’ sì gente
che, tal penser hai, credi che divegna.
com’ tu menzogna di’ ad isciente,
credendo ch’i’ m’arrenda per paura
di tua malvagia lingua mesdicente.
Ma eo sofferea prima ogni bruttura
e morte, ched ì° te déssimi nente,
clh’eo fora degna di soffrir arsura
come quella ch’a bestia si consente.
E se ciò è, che me non tegna mente
bona né bella, te qual credi tegna?
pur lo piggior de tutti e ’l più spiacente.
E gran fastidio n’è s’om ti disdegna
per dispiagenza, e tu ti tien’ sì gente
che, tal penser hai, credi che divegna.