Giova, o amico, ne l’anima profonda
meditare le dubbie sorti umane,
piangere il tempo ed oscurar di vane
malinconie, la dea terra gioconda?

Evvi Tristano ed Isotta la Bionda,
e sonvi i pini e sonvi le fontane
le giostre, le schermagle le fiumane
foreste e lande e re di Trebisonda.

Bevere giova con aperta gola
ai ruscelli del canto e coglier rose
IO
e mordere ciascun soave frutto.

O poeta, divina è la parola;
ne la pura bellezza il ciel ripose
ogni nostra letizia e il verso è tutto.
1863-1924
Condividi

Commenti (0)

Accedi per pubblicare un commento.

Ancora nessun commento. Sia il primo a commentare.