Ah no, non a un filo soltanto
era attaccata la mia vita
ma al buffo intrico ch’era vanto
déll’infermiera vietnamita

e goccia dopo goccia intanto
che pareggiava la partita
del molto sangue dentro sparso
per delega della ferita

di taglio e punta a un altro male
così silenzioso che anch’io
fui quasi per crederlo un bene

versava in più nelle mie vene
il cocktail di plasma e d’oblio
d’una triaca trionfale.
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