Sono quello che eravate
Sono quello che eravate, sarò
quello che siete, sussurro a chi spia
i miei passi da un letto di corsia
d’un padiglione di Niguarda o
del vecchio policlinico di via
Sforza, mi sopravvalutate, ho
un rene solo, presto perderò
l’ultima battaglia con la miopia
e il cuore, eh, il cuore... No, perdono, care
anime, perdono! non posso fare
l’unto della Morte qui, hon si deve
insegnare a morire a chi già tanto
muore 0 così poco spera, soltanto
un’altra primavera, un’altra neve.
Da QUARE TRISTIS
quello che siete, sussurro a chi spia
i miei passi da un letto di corsia
d’un padiglione di Niguarda o
del vecchio policlinico di via
Sforza, mi sopravvalutate, ho
un rene solo, presto perderò
l’ultima battaglia con la miopia
e il cuore, eh, il cuore... No, perdono, care
anime, perdono! non posso fare
l’unto della Morte qui, hon si deve
insegnare a morire a chi già tanto
muore 0 così poco spera, soltanto
un’altra primavera, un’altra neve.
Da QUARE TRISTIS