Il latrato
Ogni tanto latro nel buio
un latrato che nessuno sente.
L’inchiodo bene con i denti
dunque nessuno lo può sentire.
Eppure la signora del piano di sopra
“Per favore da dove viene
quest’orribile tremito
questo fiato di fandango?”
Posso dirle che è la mia caninità
conquistata a fatica in sett’antanni di vita
una preziosa discesa
nella scala dei viventi?
Non so se sia acuto o rauco.
Si gonfia dentro la chiostra
delle mascelle va giù non fuori
come un bolo gassoso
giù per la strozza per le ossa al fondo
del sacco viscerale.
Non provo fratellanza per i cani.
Sono di un altro branco.
Da QUELLO CHE RESTA
un latrato che nessuno sente.
L’inchiodo bene con i denti
dunque nessuno lo può sentire.
Eppure la signora del piano di sopra
“Per favore da dove viene
quest’orribile tremito
questo fiato di fandango?”
Posso dirle che è la mia caninità
conquistata a fatica in sett’antanni di vita
una preziosa discesa
nella scala dei viventi?
Non so se sia acuto o rauco.
Si gonfia dentro la chiostra
delle mascelle va giù non fuori
come un bolo gassoso
giù per la strozza per le ossa al fondo
del sacco viscerale.
Non provo fratellanza per i cani.
Sono di un altro branco.
Da QUELLO CHE RESTA