Già pria la nuova in casa era venuta,
che ’l conte si moriva avvelenato:
onde la moglie accorta e proveduta
aveva in fretta il suo destrier sellato;
e in abito virile e sconosciuta
con un cappello in testa da soldato
tacitamente già s’era partita,
e a trovar Titta al campo era fuggita.

A cui fatto saper con lieto aviso
che l’attendea del conte un paggio in sella
per cosa di suo gusto, a l’improviso
l’avea fatto venir dove stav’ella.
Com’egli alzò le luci al vago viso,
tosto conobbe la sua donna bella;
onde s’avventa, e de l’arcion la prende,
e la si porta in braccio a le sue tende.

E baciandola in bocca avidamente,
or la strigne, or la morde, or la rimira;
ed ella in lui, fra cupida e dolente,
le belle luci sue languida gira.
Parve l’atto ad alcun poco decente,
ché l’ebbero per maschio a prima mira:
né distinguendo ben dal pèsco il fico,
dicevano di lui quel ch’io non dico.
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