Villana donna, non mi ti disdire

Villana donna, non mi ti disdire,
volendomi sprovar fin amadore:
ch’eo fin non son, ver s’ho talento dire,
néd essere vorrea, tant’hai ladore.

Ca, per averti a tutto meo desire,
eo non t’amara un giorno per amore,
ma chesta t’ho volendoti covrire,
ché più volere terriami disnore.

Ché tu se’ laida ’n semblanti e villana,
e croia ’n dir e ’n far tutta stagione,
e se’ leggiadra ed altizzosa e strana,

ché ’n te noiosa noia è per ragione,
donna laida, che leggiadra se’ e vana
e croia, che d’alter’ oppinione.
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