Sulla collina
io certo vidi le Muse
appollaiate tra le foglie.
Io vidi allora le Muse
tra le foglie larghe delle querce
mangiare ghiande e coccole.
Vidi le Muse su una quercia
secolare che gracchiavano.
Meravigliato il mio cuore
chiesi al mio cuore meravigliato
io dissi al mio cuore la meraviglia.

Muore il ragazzo un poco
ogni giorno per giuoco.
Per giuoco morde invano
il cavo della mano.
Trascorre le vacanze ebbro
tra i maceri cespi di papaveri
steso sul letto per noia
e diletto a guardare le travi.
Ma lo stornano ombre
solitarie nel cielo della stanza,
labili ombre passeggere
sul soffitto. È l’ariete
che batte ostinato le corna
a capofitto nella quiete.
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