Sonetto
chi vuol le pompe e gli alti onori,
le piazze, i templi e gli edifizi magni,
le delizie, il tesor, quale accompagni
mille duri pensier, mille dolori.
Un verde praticel pien di bei fiori,
un rivolo che l’erba intorno bagni,
un augelletto che d’amor si lagni,
acqueta molto meglio i nostri ardoti;
l’ombrose selve, i sassi e gli alti monti,
gli antri oscuri, e le fere fuggitive,
qualche leggiadra ninfa, paurosa.
Quivi vegg’io con pensier vaghi e pronti
le belle luci come fosser vive;
qui me le toglie or una or altra cosa.
le piazze, i templi e gli edifizi magni,
le delizie, il tesor, quale accompagni
mille duri pensier, mille dolori.
Un verde praticel pien di bei fiori,
un rivolo che l’erba intorno bagni,
un augelletto che d’amor si lagni,
acqueta molto meglio i nostri ardoti;
l’ombrose selve, i sassi e gli alti monti,
gli antri oscuri, e le fere fuggitive,
qualche leggiadra ninfa, paurosa.
Quivi vegg’io con pensier vaghi e pronti
le belle luci come fosser vive;
qui me le toglie or una or altra cosa.