Profezia sull’america
Passarto il fiume Bagrade ch’io dico,
presso allo stretto son di Gibilterra,
dove pose i suoi segni il Greco antico
Abila e Calpe, a dimostrar ch’egli erra,
non per iscogli o per vento nimico
ma perchè il globo cala della terra,
chi va più oltre; e non trova poi fondo;
tanto che cade giù nel basso mondo.
Rinaldo allor riconosciuto il Îoco,
perchè altra volta l’aveva veduto,
dicea con Astarotte: “ Dimmi un poco,
a quel che questo segno ha provveduto.”
Disse Astarotte: “ Un error lungo e fioco,
per molti secol non ben conosciuto,
fa, che si dice d’Etcol le colonne,
e che più là molti periti sonne.
Sappi, che questa opinione è vana;
perchè più oltre navicar si puote,
però che l’acqua in ogni parte è piana,
benchè la terra abbia forma di ruote:
era più grossa allor la gente umana;
tal che potrebbe arrossirne le gote
Ercole ancor d’aver posto quei segni;
perchè più oltre passeranno i legni.
E puossi andar giù nell’altro emisperio
però che al centro ogni cosa reprime;
sicchè la terra per divin misterio
sospesa sta fra le stelle sublime:
e laggiù son città, castella e imperio;
ma nol cognobbon quelle genti prime.
Vedi, che il Sol di camminar s’affretta,
dove io ti dico, che laggiù s’aspetta.
E come un segno surge in Oriente,
un altro cade con mirabil arte,
come si vede, qua nell’Occidente,
però che il ciel giustamente comparte:
Antipodi appellata è quella gente:
adora il Sole, e Juppiterre e Matte;
e piante e animal come voi hanno,
e spesso insieme gran battaglie fanno.”
presso allo stretto son di Gibilterra,
dove pose i suoi segni il Greco antico
Abila e Calpe, a dimostrar ch’egli erra,
non per iscogli o per vento nimico
ma perchè il globo cala della terra,
chi va più oltre; e non trova poi fondo;
tanto che cade giù nel basso mondo.
Rinaldo allor riconosciuto il Îoco,
perchè altra volta l’aveva veduto,
dicea con Astarotte: “ Dimmi un poco,
a quel che questo segno ha provveduto.”
Disse Astarotte: “ Un error lungo e fioco,
per molti secol non ben conosciuto,
fa, che si dice d’Etcol le colonne,
e che più là molti periti sonne.
Sappi, che questa opinione è vana;
perchè più oltre navicar si puote,
però che l’acqua in ogni parte è piana,
benchè la terra abbia forma di ruote:
era più grossa allor la gente umana;
tal che potrebbe arrossirne le gote
Ercole ancor d’aver posto quei segni;
perchè più oltre passeranno i legni.
E puossi andar giù nell’altro emisperio
però che al centro ogni cosa reprime;
sicchè la terra per divin misterio
sospesa sta fra le stelle sublime:
e laggiù son città, castella e imperio;
ma nol cognobbon quelle genti prime.
Vedi, che il Sol di camminar s’affretta,
dove io ti dico, che laggiù s’aspetta.
E come un segno surge in Oriente,
un altro cade con mirabil arte,
come si vede, qua nell’Occidente,
però che il ciel giustamente comparte:
Antipodi appellata è quella gente:
adora il Sole, e Juppiterre e Matte;
e piante e animal come voi hanno,
e spesso insieme gran battaglie fanno.”