Squillano le medaglie delle foglie
sciabola autunno il mare.
Terra, urna di odori in cui germoglia
il seme del futuro.

La mia vita, incompiuta cattedrale,
aspetta l’arco ovest.
Lo sogna, oscuramente lo campisce,
sa che è il pilone-pilastro del passato.

Angeli-muratori a notte sfiorano
il porticato da finire: frusciano
come memorie nella tramontana,
oltre un sudario di palpebre e zero.

Sangue patito, lacrime e pensiero
cementano le pietre. Adesso posso
assolvere e inglobare l’arco est
che ridendo si è eretto da solo.
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