Convitto del Sacro Cuore
I
«Come ti chiami?» «Elisabetta.» «È un nome
lungo, è meglio dividerlo. Ti piace
più ch’io ti chiami Elisa o Betta?» «Come
vuoi.» «Perché piangi?» La novizia tace.
Tace e le guance le si fan di fiamma
e rigate di lacrime. «Perché?»
«Piango perché ho lasciato la mia mamma,
perché son sola.» «Ci sono io con te.»
Soltanto le piccine nei cortili
e le più grandi fanno capannelli;
parlan di cose belle, di monili,
di stoffe, di maestre e di fuselli.
Passa una suora che sogguarda attenta
il circolo loquace e il giro a tondo
e la bambina solitaria intenta
a discoprire, oltre il cancello, il mondo.
Un’altra legge e le dà noia la strana
cantilena che viene di laggiù.
Cinque minuti e suona la campana.
«Elisa, Elisa mia, non pianger più.»
II
«Come ti chiami?» «Elisabetta.» «È un nome
lungo, è meglio dividerlo. Ti piace
più ch’io ti chiami Elisa o Betta?» «Come
vuoi.» «Perché piangi?» La novizia tace.
Tace e le guance le si fan di fiamma
e rigate di lacrime. «Perché?»
«Piango perché ho lasciato la mia mamma,
perché son sola.» «Ci sono io con te.»
Soltanto le piccine nei cortili
e le più grandi fanno capannelli;
parlan di cose belle, di monili,
di stoffe, di maestre e di fuselli.
Passa una suora che sogguarda attenta
il circolo loquace e il giro a tondo
e la bambina solitaria intenta
a discoprire, oltre il cancello, il mondo.
Un’altra legge e le dà noia la strana
cantilena che viene di laggiù.
Cinque minuti e suona la campana.
«Elisa, Elisa mia, non pianger più.»
II