Più lucente là esorbita la stella
di passione, più amara sopra i fondachi
di perla in una nuvola acquiescente
la città dell’amata s’arrovella.

E ciascuno di voi sentitamente
solca il gelo d’un vento fatto inerme
alberi voi onde fu caro il marmo
nella serenità delle leggende.

Torna in cielo il sorriso, ma già eterna
la vedova di sé avvolge le tombe
per le campagne spente, un corno suona
le cacce sulle alture ove s’imperna

la luna. E voi tenere, voi auguste
essenze della vita! Nel tepore
dei lattici notturni esita il vento
cercandosi nel solco delle aduste

Orse d’un tempo. E là lungo invisibili
pianure e lo sfarzo dei torrenti
discorrono cavalli forsennati
e presso l’onda annusano le nuvole.
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