Il sole cadeva: e Dimo comanda:
« Ite, figliuoli miei, per acqua; e per un po’ di pane stasera :
E tu, Pasqualuccio, mio nepote, siedi qui presso a ine.
Ecco! l’armi mie vèstiti, e sii capitano.
E voi, figliuoli miei, prendete la mia povera spada:
verdi rami tagliate: stendetemeli ch’io ci posi.
E conducetemi un confessore ch’e’ mi confessi,
ch’i’ gli dica i peccati che ho fatti.
Trent’anni milite, e venti che son clefta :
e ora m’è venuta la morte: e ho a morire.
Fate la mia sepoltura, larga, alta che sia,
ch’î’ stia ritto per combattere, e caricare dal lato;
e dal lato destro lasciate una finestra,
che le rondini vengano, portino la primavera,
e i rusignuoli m’annuncino il dolce maggio ».
Condividi

Commenti (0)

Accedi per pubblicare un commento.

Ancora nessun commento. Sia il primo a commentare.