Cammino astrale
Si andava a cento chilometri l’ora.
La sera avanzava a miliardi di miglia il minuto.
Tutte le globaglie del piombo fuso erano in cielo.
I monti rizzavano falesie d’antracite.
° Il lago era un bacino prolisso d’inchiostro di seppia.
Le prime vite dei lumi lucciolavano per le costiere.
Si andava, si andava come entro un’acqua forte
velati dai tratteggi fittissimi della penombra
le nari ebbre d’un effluvio di ragia pluviosa.
1° Il paesaggio sonava nell’ansito folle della macchina.
Cantava il mio cuore un’ode al motore, inenarrabile.
Dietro, le signore felici chioccolavano come le fonti.
Il profumo de’ lor veli fuggiva coi morsi del turbine.
Spazzammo, cometa mostruosa caudata di petto,
la via, gli abissi di pietra e d’acqua e d’aria,
col prisma satanico dei riflettori.
La pioggia crosciò tempestando diamanti.
L’eretta coperta parve un ciel buio sotto il cielo buio.
Gli occhi delle signore sprizzaron scintille sul fondo.
Ed ebbimo, nell’orbita libera luminosa,
la grande vertigine a vortici
dell’anime strane ch’esistono
in fuoco ai sistemi cosmici sospesi.
2° Più tardi, l’ossa imbevute
del metafisico liquido asteroidale,
divino - nell’intima pace d’un ciborio d’anime -
scaldar e tibie e sogni
alla meteora d’un grande focolare acceso!
La sera avanzava a miliardi di miglia il minuto.
Tutte le globaglie del piombo fuso erano in cielo.
I monti rizzavano falesie d’antracite.
° Il lago era un bacino prolisso d’inchiostro di seppia.
Le prime vite dei lumi lucciolavano per le costiere.
Si andava, si andava come entro un’acqua forte
velati dai tratteggi fittissimi della penombra
le nari ebbre d’un effluvio di ragia pluviosa.
1° Il paesaggio sonava nell’ansito folle della macchina.
Cantava il mio cuore un’ode al motore, inenarrabile.
Dietro, le signore felici chioccolavano come le fonti.
Il profumo de’ lor veli fuggiva coi morsi del turbine.
Spazzammo, cometa mostruosa caudata di petto,
la via, gli abissi di pietra e d’acqua e d’aria,
col prisma satanico dei riflettori.
La pioggia crosciò tempestando diamanti.
L’eretta coperta parve un ciel buio sotto il cielo buio.
Gli occhi delle signore sprizzaron scintille sul fondo.
Ed ebbimo, nell’orbita libera luminosa,
la grande vertigine a vortici
dell’anime strane ch’esistono
in fuoco ai sistemi cosmici sospesi.
2° Più tardi, l’ossa imbevute
del metafisico liquido asteroidale,
divino - nell’intima pace d’un ciborio d’anime -
scaldar e tibie e sogni
alla meteora d’un grande focolare acceso!