Rifacimento di “Libro libero”

La vera libertà è poca cosa: ciò che si sa—
solo per chi sa molto, e male, la libertà è grande;
la fraternità lega al poco sapere
così se ne vanno gli uomini e i popoli,
dopo aver cercato, quasi sempre senza riuscirci,
quel po’ di libertà che potevano cercare.
Dunque, si deve fingere, pur sospettando altre, e avendone
[terrore,
che le cose stiano così,
ché? se altro si cerca, si tradisce la fraternità:
e il fratello povero non sa giudicare il fratello ricco;
comincia una serie di menzogne,
e chi vive lo stato fraterno e l’illusione
sa, eccome, anche essere privo di pietà—
Abbandonato, indietro, chi non è fratello corre dietro al branco
fingendo di condividerne sentimenti e brame
Si nasconde gli occhi davanti alla luce della verità
che lo perseguita come una maledizione per tutta la vita
(anche se della verità essa non è che un’ombra)
Gli altri vogliono capi, e cosa può fare egli se non ne vuole?
E le umili leggi?
E le istituzioni che ci permettono di capirci?
E il senso comune che ci dà una complicità priva di ogni colpa?
Accettare tutto, accettare tutto
Ma c’è qualcosa che non si può e non si potrà mai negare:
o nascondere, povero figlio lontano
e corrotto dalla tua pietà verso te stesso—
Nutriti, nutriti pure del bene che ti permette di non esser libero!
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