Xxiv, ‘“eclisse’’ (1936-38)
A memoria di te
questa è la sete vera.
Come sperduto un soldato
acqua non trova,
così io chiedo una festa
dopo i lutti e trovo deserto
qual è dopo una battaglia.
Ti porto come una mano ferita
al mio collo legata
che te reggeva un tempo
dolcissimo. Ti chiamo
come l’abisso chiama il cielo
e accanto mi passi ogni notte
ma so che nella pietra
è il tuo volto passato.
questa è la sete vera.
Come sperduto un soldato
acqua non trova,
così io chiedo una festa
dopo i lutti e trovo deserto
qual è dopo una battaglia.
Ti porto come una mano ferita
al mio collo legata
che te reggeva un tempo
dolcissimo. Ti chiamo
come l’abisso chiama il cielo
e accanto mi passi ogni notte
ma so che nella pietra
è il tuo volto passato.