Amarilli, s’io te miro,
miro il sol degli occhi miei:
tanto bella e vaga sei
ch’io per altra non sospiro.

Se tu ridi, il dolce riso
m’apre il ciel di primavera:
o sei cruda o lusinghiera,
sempre ho innanzi il tuo bel viso.
sento un’aura in mezzo aprile,
IO
sì soave, sì gentile,
che fa dolce il mio tormento.
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