O casa di mia madre sulle Cesane
bella giù per il fosso,
coi campi, gli alberi di noce, la bersigana,
la bersigana sotto...la bersigana era un’uva rossa,
con le magnate grandi alla battitura
e gli acini del grano fino ai ginocchi
e cassette di vesprina e di bianchello
che si portavano giù dalla piantata
o casa di mia nonna sotto Camorciano
con i meli, i meli colmi, gli alberi, le robe
o casa di mia nonna a undici anni!
ricordo che una volta m’ammalai
e il contadino mi portò di sopra, su per lo stradino,
mi prese in spalla fino in cima,
avevo la febbre alta, a trentanove
e gli scotani tutti grandi, rossi
c’avevo visto venendo giù con la corriera
o casa di mia nonna e dei racconti
ed il nonno Madìo con lo sprovinglo,
lo sprovinglo, il diavolo cane nero,
il diavolo che era sempre a quattro passi.
D’inverno, quando è già inoltre novembre
entrava nei birocci, saltava dentro le fonti
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