Dal Canto dei pescatori
Lasciate, donne, a noi pescar sovente
in quei vostri luoghi tanto vaghi,
ché mai alcun d’un bel peccar si pente;
e seppur acqua manca a’ vostri laghi,
tanta gliene darem per un corrente
canal che tosto il vedrete paghi,
dove oprarem sì ben nostri strumenti,
che voi e noi al fin sarem contenti. […]
Donne, noi ’porterem tutti gli ordegni
ch’a buona pesca si deggiono usare,
remi con ami, l’esca, reti e legni,
zucche ancor, bisognandoci notare.
E tutti gli altri necessari ingegni.
Voi ci darete, donne, per pescare,
la barca, il lago e i vostri divi aspetti,
a’ quai fummo e sarem sempre soggetti.
Tutto quel pesce che noi prenderemo,
donne, nel vostro lago sì pregiato,
liberamente a voi lo doneremo
con quel che più del nostro vi sia grato.
Così, donne gentil, vi serviremo,
quando il nostro servir non vi sia ingrato.
Noi dureremo la fatica in tutto.
Vostro sia, donna, della pesca il frutto.
in quei vostri luoghi tanto vaghi,
ché mai alcun d’un bel peccar si pente;
e seppur acqua manca a’ vostri laghi,
tanta gliene darem per un corrente
canal che tosto il vedrete paghi,
dove oprarem sì ben nostri strumenti,
che voi e noi al fin sarem contenti. […]
Donne, noi ’porterem tutti gli ordegni
ch’a buona pesca si deggiono usare,
remi con ami, l’esca, reti e legni,
zucche ancor, bisognandoci notare.
E tutti gli altri necessari ingegni.
Voi ci darete, donne, per pescare,
la barca, il lago e i vostri divi aspetti,
a’ quai fummo e sarem sempre soggetti.
Tutto quel pesce che noi prenderemo,
donne, nel vostro lago sì pregiato,
liberamente a voi lo doneremo
con quel che più del nostro vi sia grato.
Così, donne gentil, vi serviremo,
quando il nostro servir non vi sia ingrato.
Noi dureremo la fatica in tutto.
Vostro sia, donna, della pesca il frutto.