Date beccare all’ugellino mio

Date beccare all’ugellino mio,
donne e fanciulle, per l’amor di Dio.

Questo ugellino gli è tanto bello,
ardito e forte co’ un lioncello;
un dipintor nol farebbe più bello,
com’egli ha fatto la testa e ’l su’ crino.

Quest’ugellino è vago dell’ova,
vanne cercando quantunque ne truova;
quando v’è dentro non par che si mova,
e poi se n’esce un cotal pocolino.

E’ non si cura là donde s’attuffa,
per che li sappi di feccia o di muffa;
cacciasi dentro alla baruffa,
cacciasi dentro quel buon piccolino.

Chi lo vedesse così ben armato
andare a la giostra quel dileggiato;
dà solo un colpo ed è iscavalcato;
torna piangendo com’un fanciullino.

Questo ugellino egli è costumato;
nanti alle donne non tien nulla in capo;
egli sta ritto e sta iscappucciato
e mai non cura né gel né serino.
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