A notte
un lento giro d’ombre rosse
alle pareti avviava i treni: tonfi
cupi d’agganci
al sonno si frangevano.

E lavava
lieve la corsa della pioggia il fumo
denso ai cristalli: sogni
s’aprivano continui, balenanti
1° binari lungo un fiume.

a volte a mezzo il sonno quel tuonare
assurdo
e per le mute vie serali, ai lenti
* legni dei carri e dentro il sangue

chiama
lunghi fragori — e quell’antico ardente
spavento e sogno
di convogli.

Torino, 1° maggio 1937.
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