Quando di Vener
Quando di Vener fu l’alma superba
insegna ritta intorno al campo dato,
in su monte Ritondo, in un bel prato,
dove ancor non si truova un sol fil d’erba,
fu per un pezzo la battaglia acerba
con varie punte strette d’ogni lato:
pur alfin saltò dentro allo steccato
il fiero capitan senza far verbo:
e ’nanti e ’ndrieto andando il paladino,
alla porta accostò quei duoi prelati
che voglion sempre il borgo a lor dimino;
e per la guazza che cascò in quei prati
scorse per forza tutto il rivellino
dove soglion ir sempre e buon soldati;
e per pietà de’ fati
essendo stanco il capitano audace
fece piangendo una suave pace.
E questo non mi spiace,
ché stando tutto affaticato e molle
s’addormentò fra l’uno e l’altro colle.
insegna ritta intorno al campo dato,
in su monte Ritondo, in un bel prato,
dove ancor non si truova un sol fil d’erba,
fu per un pezzo la battaglia acerba
con varie punte strette d’ogni lato:
pur alfin saltò dentro allo steccato
il fiero capitan senza far verbo:
e ’nanti e ’ndrieto andando il paladino,
alla porta accostò quei duoi prelati
che voglion sempre il borgo a lor dimino;
e per la guazza che cascò in quei prati
scorse per forza tutto il rivellino
dove soglion ir sempre e buon soldati;
e per pietà de’ fati
essendo stanco il capitano audace
fece piangendo una suave pace.
E questo non mi spiace,
ché stando tutto affaticato e molle
s’addormentò fra l’uno e l’altro colle.