TI’ ho tutte le cose ch’io non voglio,
e non ho ponto di quel che mi piace,
poi ch’io non ctogo con Becchina pace;

là ’nd’io ne porto tutto ’°l mio cordoglio,

che non caprebbe, scritto, su °n un foglio
che gli fuss’entro la Bibbia capace:
ch’io ardo come foco in la fornace
membrando quel che da lei aver soglio.

Ché le stelle del cielo non son tante,
ancora ch’io torrei esser digiuno,
quanti baci li die’ in un istante
in me’ la bocca, ed altro uom nessuno:
e fu di giugno vinti di a l’intrante,
anni mille dugento nonantuno.
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