Ella è sola e lontana,
tra queste cose della terra,
come sul ciglio della notte estrema
la stella diana.
Non ha sapore di sangue, di sale,
di male, di donna.
Nel ovale del viso
ogni linea par ferma
per sempre.
La bianca bocca è sigillata, senza
sorriso; agli occhi vuoti
affiora una compatta luce azzurra
d’acque profonde.
Una deserta pace
l’avvolge e chiude: intorno
nitida è l’aria come specchio;
non crolla ramo, non trema foglia,
non trema voglia o paura di carne;
anche la dolorosa
speranza tace.
Cosa inumana è questa
grande fanciulla. Pare
il termine posato da un Dio
tra la memoria della vita e il sogno
e l’infinito oblio.
tra queste cose della terra,
come sul ciglio della notte estrema
la stella diana.
Non ha sapore di sangue, di sale,
di male, di donna.
Nel ovale del viso
ogni linea par ferma
per sempre.
La bianca bocca è sigillata, senza
sorriso; agli occhi vuoti
affiora una compatta luce azzurra
d’acque profonde.
Una deserta pace
l’avvolge e chiude: intorno
nitida è l’aria come specchio;
non crolla ramo, non trema foglia,
non trema voglia o paura di carne;
anche la dolorosa
speranza tace.
Cosa inumana è questa
grande fanciulla. Pare
il termine posato da un Dio
tra la memoria della vita e il sogno
e l’infinito oblio.