Qui, dissi (in rue de l’Estrapade),
si svolgeva il supplizio della corda
(inventato da un italiano). Il condannato,
con le mani legate dietro la schiena, veniva
issato su una forca da cui lo si faceva cadere
brutalmente. L’operazione era ripetuta più volte,
fino allo smembramento del corpo
e alla morte del condannato.
Questi supplizi erano riservati
ai disertori e ai ladri (raramente
ai poeti, che amano fare da sé).
Poco lontano, a uno dei due bistrot
di place de la Contrescarpe, i camerieri
si ricordano ancora di un vecchio irlandese silenzioso
e dal sorriso gentile, che si sedeva
a un tavolino a guardare i barboni accampati
nella piazza, aspettando qualcuno, sembrava (...).
Condividi

Commenti (0)

Accedi per pubblicare un commento.

Ancora nessun commento. Sia il primo a commentare.