Quel rosignuol che sì soave piagne
forse suoi figli o sua cara consorte,
di dolcezza empie il cielo e le campagne,
con tante note sì pietose e scorte;
e tutta notte par che m’accompagne,
e mi rammente la mia dura sorte:
Or conosco io che mia fera ventura
vuol che vivendo e lagrimando impari
come nulla qua giù diletta e dura.
forse suoi figli o sua cara consorte,
di dolcezza empie il cielo e le campagne,
con tante note sì pietose e scorte;
e tutta notte par che m’accompagne,
e mi rammente la mia dura sorte:
Or conosco io che mia fera ventura
vuol che vivendo e lagrimando impari
come nulla qua giù diletta e dura.