Da La canzone della cortigianella

Eccomi esperta cantarina apocrifa
col pretesto di ricche acconciature,
sopra li avvisi a finger le avventure della ribalta:
ed eccomi a recare cure e pazienza per tutti i gusti
sì che i più frusti vengono a me.
Sono un albergo ad insegna cortese;
se muto stile, cognome e pretese
rinnovo i desideri.
Dovunque mi presento come vuole il costume;
tutto quanto posseggo in carne viva
vi offro e vi dò sotto la veste a scialo
e sotto la camicia trasparente,
come un miraggio all’imaginazione
per la lussuria grassa della gente.

Eccovi il volto che il rossetto avviva,
oh! quante volte come triste e smorto:
sbatte il ventaglio ed agita le lunghe piume bianche,
al capo reclinato; cercan riposo e schermo
alla luce, alli sguardi, all’insistenze le mie pupille
colle palpebre basse, cerco dimenticarmi.
E udite risa che scrosciano a trilli,
gorgoglian soffocate sotto una furia di baci improvvisi,
scendono, mancano dentro la gola,
fremitano nel collo col singhiozzo…
oh! quanta angoscia di risa convulse,
quanto soffrire per la voluttà.

Borghesi, io vi balocco: re di corona, a me:
sovverto l’ordine, la disciplina,
ed il burocrata a me vicino torna bambino.
La mia carne è ingemmata,
le membra ammorbidite e stilizzate
a richiesta dell’epoca:
i petali di rosa son meno teneri e profumati
delle mie coscie;
il mio piedino detta la legge;
l’indice teso segna una vittima;
il monosillabo condanna a morte, se nega e rifiuta.
Cammino e regno:
le scarpine lingueggian dalla gonna,
orme suggellano ne’ cuori molli, e nella polvere;
i fianchi ondeggiano al passo ritmico e birichino;
s’inarcano le terga in curva callipigia;
scutrettola la trina dello strascico,
coda occellata d’Imperatrice e di Sirenetta.
Domino; attraggo; respingo e mi prometto:
spargete fiori sul mio passaggio,
nobili e grandi d’ogni lignaggio;
rido, ed ancheggio e sbadiglio:
son la bellissima fatalità.

Sono l’Eterno biondo Feminino;
colle mani propino affusolate,
che il manicure mi ha raccomandate,
filtri che odorano di sortilegio,
carezze irresistibili,
esca, ragna ed agguato prelibato.
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