Non è il bambino che gioca col mare
o la ragazza nuda nella luce
del mattino il severo ammonimento
del Tempo, né l’allargarsi dell’ombra
verso il fiume di roccia che chiude
il promontorio estremo, che non superano
il cavalli del Sole, troppo stanchi
dopo la corsa in queste ultime prove
della gara dell’anno. Ti sta dentro,
come una gioia, e non ne è scalfito il dono
del viola del mare, della fiamma
dell’ibisco fiorito, della voce
che tutte le sere mi giunge di lontano
ed è vita vera, che nessuno
può cancellare.
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