Alesso di Guido Donati

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Accese montanine

«Accese montanine, che portate
con voi d’amor sembianza e atti gai,
deh la via mia smarrita m’insegnate:

venga, che fie merzé, l’una di vui
tanto ch’i torni al mio dritto cammino,
ché già mai in queste parti più non fui.»

L’una si mosse sospirando meco,
e io con baci sollazando seco.
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Poesie

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Accese montanine

«Accese montanine, che portate
con voi d’amor sembianza e atti gai,
deh la via mia smarrita m’insegnate:

venga, che fie merzé, l’una di vui
tanto ch’i torni al mio dritto cammino,
ché già mai in queste parti più non fui.»

L’una si mosse sospirando meco,
e io con baci sollazando seco.

Di nuova e bella età

Di nuova e bella età duo monton vaghi
la pasturella a cozzarsi invitava
e ’l vincitor di fronda inghirlandava.

Pigliava per la coda l’un, dicendo:
«Cozza, Biondel, ché Coderin t’aspetta»,
dolce parlando vezzosa e vaghetta,

tanto che ciò guardando i’, ch’era freddo,
di subito senti’ l’anima calda
e fonder com’al sol fa bianca falda.

E così calda cald’, Amor, la serva.

Ellera non s’avvitola

Ellera non s’avvitola
più stretta verzicando ad alcun albero,
ch’a me tremando fe’ la bella zitola,

pian pian: «Che fo?» dicendomi
«i’ sento sbadigliar la madre vetula:
fo vista di dormire e teco stendomi».

«Abracciami», risposile,
«e, s’ella ci ode e grida, fuor cacciamola.»
E ciò dicendo volto a volto puosile

e colsi frutto del suo orto giovine.

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