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Sotto specie umane
Mario Luzi
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Sotto specie umane

È Italia, Italia vera

È Italia, Italia vera
O una sua reminiscenza
un suo presagio... Sfuma
quel velario
di pioggia
di là da Catanzaro
il profilo di alti monti,
l’accompagna
nel suo scendere a mare
fino ai sassi, alle conchiglie,
all’aperto ultimo lembo
della rapida costiera,
le cela il dileguarsi
del profondissimo orizzonte.
È Italia, sì, la pena non si attenua,
il dolore non decresce...
Si aggira,
ne scava aria
millenaria e gloria,
astiosa, invisa a se medesima
una fiera
sofferenza ereditaria.
È Italia
vera e Grecia
e molte cose ancora
che il retaggio
abbaglia ma intanto non appaga,
rimorde anzi, tortura:
difficile armonia
della morte con la memoria
e loro agonia con l’invincibile natura.

Mattino, lucentezza ultramondana

Mattino, lucentezza ultramondana.
In noi uno risponde
presente! non si sa mai quale chiama
dal cielo, dalla terra, dall’abisso
che li tiene,
pure riluttanti, insieme.
Frasi,
lo siamo di una preghiera arcana.
Orante chi? Si forma
lei, chissà,
nel travaglio delle ere,
nella devastazione delle età.
L’essere effonde
a se stesso il suo sorriso,
oggi paradiso è qui.

O mare, mare arioso

O mare, mare
arioso, fresco,
frescamente infranto,
mare di prima primavera
dalle mura
della città costiera
quando era
in attesa di sé
teso ai futuri eventi.
Filtrava esso fusando
nelle minime
segregate cale,
entrava in ogni anfratto
della rapida scogliera,
si abbatteva
ringhiando ai moli
dai quali lui inondato
da acqua e sale
luce ed aria
aveva primamente
preso il mare
per quel pellegrinaggio.
Quando? Non ricordava il tempo,
il vento era grecale —
e ora il duro periplo
di terraferme, di isole
lo riportava in sé,
senonché “sé” non c’era
né forse era mai stato
O s’era vanificato...
Oh libertà, oh dissoluzione
della vita nella piena vita...Amen.

Ospite clandestino

Si fece sera, si strinse
la città dentro i suoi monti,
prese un’aria
eccitata a spiritarne
le arterie, i crocevia,
le scese
ai seni d’ombra, le soffiò
sul lungofiume
le febbricitanti lampade.
Chi era che veniva
a quale incontro
col passato o col presente?
ospite
clandestino
o messaggero
dissimulato nelle sue taverne
prima del grande annuncio?
o profeta dalle viscere
della sua ancora non guarita storia
a risvegliare gli eventi, a renderli presenti?
oppure no, nell’ombra della sera
un’ombra transitoria
dal nulla al nulla della sua memoria...
❦ Sotto specie umane · Mario Luzi
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