O mare, mare arioso
O mare, mare
arioso, fresco,
frescamente infranto,
mare di prima primavera
dalle mura
della città costiera
quando era
in attesa di sé
teso ai futuri eventi.
Filtrava esso fusando
nelle minime
segregate cale,
entrava in ogni anfratto
della rapida scogliera,
si abbatteva
ringhiando ai moli
dai quali lui inondato
da acqua e sale
luce ed aria
aveva primamente
preso il mare
per quel pellegrinaggio.
Quando? Non ricordava il tempo,
il vento era grecale —
e ora il duro periplo
di terraferme, di isole
lo riportava in sé,
senonché “sé” non c’era
né forse era mai stato
O s’era vanificato...
Oh libertà, oh dissoluzione
della vita nella piena vita...Amen.
arioso, fresco,
frescamente infranto,
mare di prima primavera
dalle mura
della città costiera
quando era
in attesa di sé
teso ai futuri eventi.
Filtrava esso fusando
nelle minime
segregate cale,
entrava in ogni anfratto
della rapida scogliera,
si abbatteva
ringhiando ai moli
dai quali lui inondato
da acqua e sale
luce ed aria
aveva primamente
preso il mare
per quel pellegrinaggio.
Quando? Non ricordava il tempo,
il vento era grecale —
e ora il duro periplo
di terraferme, di isole
lo riportava in sé,
senonché “sé” non c’era
né forse era mai stato
O s’era vanificato...
Oh libertà, oh dissoluzione
della vita nella piena vita...Amen.