In un dormiveglia sul fare
Dell’alba ne fui visitato
Da molti luoghi dell’esistenza riuniti
Come per l’occasione di un funerale

Erano giunti nei pastrani demodé
E in testa 1] cappello della festa
Giovani quasi ancora in gamba benché
Da un tempo antico conosciuti

Parlavano italiano come me
Anche quelli di Buffalo e di Praga
Ciascuno custodiva il suo piccolo vizio
Nel portafoglio fresco di paga

E ognuno noto agli altri che mai l’avrei sospettato
Per tanti confini affluiti
A scambiarsi notizie del lavoro e dei figli
Cresciuto nel frattempo e spariti
Uno maestro d’ascia uno poeta
Uno fu professore uno operaio
Uno era stato un prete stipati in questa stanza
Uno era il mondo intero il mio bisnonno marinaio

Ben lieto d’incontrarli e tuttavia perplesso
Che nel guardarli senza suono conversare
Quale bisogno c‘era mi domandavo
Quel congresso da giudizio universale

Volevano portarmi alla partita a Torino —
Dài vieni facci contenti
Dei familiari comuni adempimenti
Complimentandosi fra sé e con me

Insistevano — i tuoi li hai portati lontano
E che potevo permettermi quel minimo sforzo
E torneremo in treno domenica sera a Milano
E un altro vivere avrà inizio

Volevo dirgli che non ho più speranza
Però non faceva una grinza la loro bio-logica
Che in quella s’interruppe mentre mi addormentavo
Cercando la scappatoia teologica

Da SALUTZ
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