Nell’ora, ormai, della cenere

Nell’ora, ormai, della cenere
a pochi passi il corso brulicava
di commerci frenetici e ingannevoli
e di delitti consumati in sogno
quando per contagio di quel che resta
d’un antico ricetto di sventure,
cinque camini e sei finestre in tutto
di mattoni di color sangue, avviliti
ora, loro, da miasmi micidiali
più dell’intero un tempo da famoso
flagello di cui si legge nei libri
considerai con l’immaginazione
l’immensa prateria purgatoriale
che da quella fronte invisibilmente
sin quasi agli invisibili bastioni
aveva per suo centro San Carlino
come l’ostia la sua goccia di sangue
quando inginocchiato premevo gli occhi
con le mani per vera costrizione
dopo un fantastico sacrilegio
e pensai che lui sì, non gli spagnoli
ci aveva ammassati lì come agnelli
per sterminarci (...).
Condividi

Commenti (0)

Accedi per pubblicare un commento.

Ancora nessun commento. Sia il primo a commentare.