Democrazia, ti ho odiato nelle iridi dei ragazzi
abbandonate dal vino dei sogni
nella tua pretesa che sia il numero a decidere il destino
nel tuo adorare al Tempio soltanto la mercanzia e la
carta moneta
io ti ho odiata quando hai calpestato la poesia tua ma-
dre segreta
quando hai spento il canto foglie-onde dell’universo
quando hai disarmato i forti, hai lasciato lo spirito
morire
ti ho odiata per il tuo diffondere l’invidia imbelle, il
profittare, il mentire.

Ma tu democrazia vera, fioriture
tu democrazia nuova, che ancora possiamo generare
che Whitman voleva, grande d’alberi, laghi, desideri,
corpi, viaggi, insieme e canti, compagni, gioie,
democrazia nuova stirpe

oggi io Giuseppe nato nel 1945
a quarantacinque anni, varcato il limite
né cieco né profeta
contro chi uccide con un editto gli dei
contro chi governa attraverso i carri e le spade
contro chi non ha pietà per chi cade
contro chi esilia, stermina, imprigiona
contro l’immobilità, l’uniformità, l’ordine
la voce delle spie fatta padrona

io ti scelgo.

Non è vero che la libertà può fare a meno di foglie e
di onde, e tu di eroi.

Democrazia, stabiliamo commercio tra noi.
Condividi

Commenti (0)

Accedi per pubblicare un commento.

Ancora nessun commento. Sia il primo a commentare.