All’altezza dei gridi

All’altezza dei gridi in cui non vola
altra gioia celeste che lo slancio
dei loggiati dipinti alle colombe,
torna al silenzio il suo tremare
al vento la sua pietra
e del tenero esilio è duro il mare
che non schiude più l’onda e piano arretra
a muovere la riva.
E nella calma è il volo della sera
che si muove negli alberi,
la lontananza che da te remota
eternamente s’avvicina.
Nelle povere spalle è scesa morte,
il freddo della terra,
come intorno a te solo scompari
voltando nella sera.
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