La tua tomba, bambino,
vogliamo sia sbiancata
come una cameretta
e che vi sia un giardino
° d’intorno e l’incantata

pace d’una zappetta.

Era un dolce rumore
che tu lasciavi al giorno
quel cernere la ghiaia
1° azzurra e al suo colore

trovar celeste intorno
la sera. Ora, che appaia

la luna e del suo vento

lasci più solo il mondo,
!5 ci sembrerà d’udire

nell’aria il tuo lamento.
Era un tuo grido a fondo
l’infanzia, un rifiorire...

Inventaci la morte,
bambino, i tuoi segni
come d’un gioco infranto
rimasero alla sorte
del vento, ai suoi disegni
di nuvole e di pianto.
Ogni giorno che passa
è un ricadere brullo
nell’ombra che c’invita.
Irrompi a testa bassa
nel ridere, fanciullo,
devastaci la vita

un’altra volta e vivi.
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