Il corpo era lassù,
era come planasse sulla folla.
Osservava le cime degli alberi, i campanili, il cielo,
sentiva il poco vento nella primavera.
Gridava, poi, nel soffoco, nel fumo:
“erano vere, erano Dio,
le mie luci, le voci !”.
Quelle lingue leccavano
i suoi piedi, la camicia,
salivano ai capelli.
Attorcigliata, gli occhi rovesciati,
la fiamma mangiava spalle e mani, le gambe...
cercava di chiudere sul petto
le braccia in croce,
ma le cadevano.
Si inabissava
tutto il suo corpo formidabile...
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