L’ospite bilanciato
da Chagall e Velasquez
Prima persona o terza ben confuse
e le due teste sovrapposte ai vetri verdi:
le due figure sono forse una.
Disteso lunghissimo di legno
il capo nell’erba, il cappello caduto
nel verde spalmato, bagnato,
il pino, il cielo lilla e il tetto dell’infanzia,
le braccia al cuore a croce,
lo steccato:
ma forse è un pretesto di narciso.
Di casa eppure estraneo,
provvisorio e centrale aspirato
in un risucchio di luce
dietro la piccola folla delle damigelle,
i sovrani, il cane, i nani,
I
l’artefice, l’ospite bilanciato.
Eccomi, sono lui,
i piedi sui gradini
della porta a un passo
dalla luce bianca del mondo
che c’è fuori.
Prima persona o terza ben confuse
e le due teste sovrapposte ai vetri verdi:
le due figure sono forse una.
Disteso lunghissimo di legno
il capo nell’erba, il cappello caduto
nel verde spalmato, bagnato,
il pino, il cielo lilla e il tetto dell’infanzia,
le braccia al cuore a croce,
lo steccato:
ma forse è un pretesto di narciso.
Di casa eppure estraneo,
provvisorio e centrale aspirato
in un risucchio di luce
dietro la piccola folla delle damigelle,
i sovrani, il cane, i nani,
I
l’artefice, l’ospite bilanciato.
Eccomi, sono lui,
i piedi sui gradini
della porta a un passo
dalla luce bianca del mondo
che c’è fuori.