Ma c’è chi osserva atterrito

Ma c’è chi osserva atterrito la sua tenebra ogni notte,
e madido
annichilisce col capo sul cuscino
e per calmarsi si accarezza il viso,
sfiora incerto il corpo più vicino
e resta lì, capisce
il suo graduale trascolorare lento
fino a un biancore senza nome.
“All’incubo non c’è mai risveglio,
ma 10 lo guardo dritto.
Forse c’è un senso
di più docile armonia, che ti disfa sereno”,
pensa.
E trova casa in un altrove vagante,
sì tramuta e si sparge nell’aria.
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