Smorza tra i meridiani
il troppo azzurro Oceano
coi suoi incanti indiani
il ventaglio feroce.

La sconfinata Eurasia
ondeggia nel suo moto
trascolorando il raso
dei Giura nel vuoto.

Nel suo pallido alito
il colera disegna
penombre tropicali,
navi in quarantena.

E un Cinese impiccato
accenna nel ventaglio
le linee dell’asiatica
sua carogna abbagliante.

O ventaglio di aromi
remoti come nevi
calpestate da uomini
morti in altri evi!

L’aria che sommuovi
è un veleno che soffoca
candido e immobile
come una stinta stoffa.

La morte! No, silenzio!
Chi ha parlato di morte?
O ventaglio, il tuo assenzio
alita mille volte!
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