1
L’esplosione dell’albero, estate, il castello carico di storia:
la passeggiata del granduca, libri, umanisti; cani
corrono il gran parco,
un alterco più dietro...
Per la strada al passaggio impietrì
della giovane musa, ostinato
l’inseguì, poi, sicuro di non raggiungerla.
Tentò un camion di travolgerlo,
sparì al di là del traffico
e una ferita nel dolente capo
attraversato da un’escavatrice. È vero,
raggiungere voleva il filo dell’Adriatico
e scovare lì notizie,
come chi su di una nuvola scruta la trascrizione di sé.

Sembrò per un momento l’appagasse
il mare di tulipani, il prato del castello tenuto verde al mattino
dove di sé tutto obliò.
L’autore del delitto rimase sconosciuto: e la sega
partendo di fianco riesce a lacerare, il tutto
abbandonando nell’ombra.

2
Salito a bordo si avvia: senza intoppi il motore lo conduce
nell’aria di un aperto mare trapassato
da alti pali di ronzanti telegrafi.
Fermo ad ascoltare. L’onda leggera risciacqua.
Ormai in navigazione, coperto di sale, prosegue
e pensa intanto a una terra
come l’antico folle scopritore:
d’alberi nuovi si vela l’orizzonte,
di uccelli. Galleggiano gusci scagliati da un vento.
E là doveva giungere e approdare? Eretta
nell’isola rapidamente una tenda,
visse per anni, impazzito.
Sparsi, attorno, cadaveri a migliaia, di pappagalli.
Condividi

Commenti (0)

Accedi per pubblicare un commento.

Ancora nessun commento. Sia il primo a commentare.